Nell’ambito di un’operazione dal valore di 200 miliardi di euro volta ad assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, fino al termine del 2020 Sace concede garanzie in favore di banche e altri istituzioni finanziarie per nuovi finanziamenti erogati sotto qualsiasi forma alle imprese stesse. Sace gestirà le richieste di copertura dei rischi attraverso ‘Garanzia Italia’ contro-garantita dallo Stato: uno strumento che potrà essere richiesto per tutto il 2020 da qualsiasi tipologia di impresa, indipendentemente da dimensione, settore di attività e forma giuridica. Le Pmi, alle quali sono destinati almeno 30 miliardi di euro, per poter accedere alla garanzia Sace devono aver esaurito il proprio plafond presso il Fondo di Garanzia. La garanzia è a prima richiesta, esplicita e irrevocabile e copre finanziamenti di importo non superiore al maggiore fra il 25% del fatturato 2019 dell’impresa e il doppio del costo del personale del 2019. Potranno essere richiesti anche più finanziamenti dalla stessa impresa, ma il cumulo deve comunque rispettare questi limiti. La durata dei finanziamenti non potrà essere superiore a 6 anni, con la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento di durata fino a 24 mesi (12, 18 o 24 mesi).

Le commissioni devono essere limitate al recupero dei costi e il costo del finanziamento garantito deve essere inferiore a quello che si avrebbe in assenza di garanzia.

Le richieste di finanziamento dovranno essere presentate dalle imprese alle banche di riferimento e sarà poi la stessa banca ad effettuare la richiesta di garanzia a Sace. Per le imprese di minori dimensioni, con meno di 5.000 dipendenti e fatturato inferiore a 1,5 miliardi, è prevista una procedura ulteriormente semplificata che si articola attraverso pochi passaggi:

  • La richiesta dell’impresa al soggetto finanziatore di un prestito garantito da Sace;
  • La verifica dei criteri di eleggibilità del richiedente da parte della banca, che inserisce la richiesta nel portale online di Sace per l’istruttoria e l’emissione del codice unico identificativo del finanziamento;
  • Emessa la garanzia dello Stato, la banca può erogare il finanziamento al richiedente con la garanzia di Sace controgarantita dallo Stato.
  • Misure per il sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti delle imprese

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di Sace sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

L’obiettivo è di consentire a Sace di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

Potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI
Con il decreto legge 18/2020 e il successivo D.L. 23/2020 è stata ampliata in modo significativo l’operatività del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi, disponendo, fra l’altro, la gratuità della garanzia, con la sospensione dell'obbligo di versamento delle previste commissioni per l'accesso al Fondo stesso; l'ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito e l'allungamento automatico della garanzia in caso di moratoria o sospensione del finanziamento per l’emergenza coronavirus. L’importo massimo garantito sale a 5 milioni di euro e vengono ammesse alla garanzia le imprese fino a 499 dipendenti. La percentuale di copertura diretta sale almeno al 90% per tutti i finanziamenti fino a 6 anni, con possibilità di arrivare al 100% nel rispetto di alcune condizioni. L’accesso al Fondo può essere concesso anche a beneficiari che, alla data della richiesta di garanzia, presentano esposizioni classificate dalla banca come ‘inadempienze probabili’ o ‘scadute o sconfinanti deteriorate’, purché la classificazione sia successiva al 31 gennaio 2020. Sono escluse le imprese che hanno esposizioni classificate come ‘sofferenze. La garanzia può essere concessa anche a operazioni già perfezionate ed erogate da non oltre tre mesi e comunque dopo il 31 gennaio 2020. Sommando i finanziamenti in essere e quelli nuovi, l’obiettivo è consentire garanzie per oltre 100 miliardi complessivi di finanziamento alle imprese da parte del Fondo.

Si possono indicare tre principali soglie di prestito:

  • Prestiti fino a 25.000 euro: i nuovi prestiti, pari al 25% dei ricavi dell’impresa (risultanti dall'ultimo bilancio depositato o dall'ultima dichiarazione fiscale presentata alla data della richiesta di garanzia o, per le imprese costituite dopo il 1 gennaio 2019, da altra idonea documentazione o anche autocertificati), sono garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia per le Pmi. L’impresa presenta alla propria banca (o ad altro soggetto abilitato a concedere credito) una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19. Non viene effettuato alcun tipo di valutazione da parte del Fondo sul soggetto beneficiario della garanzia, mentre la banca si limita alla valutazione del merito creditizio. Tali finanziamenti prevedono l’inizio del rimborso del capitale non prima di 24 mesi ed hanno una durata fino a massimo 6 anni. Il tasso di interesse applicato dalla banca tiene conto della sola copertura dei costi di istruttoria e di gestione dell’operazione. Il rilascio della garanzia è automatico e gratuito e la banca può quindi erogare il finanziamento dopo la verifica formale del possesso dei requisiti, anche senza dover attendere l’esito dell’istruttoria del Fondo. L’Abi ha pubblicato sul proprio sito lo schema esemplificativo per l’accesso ai finanziamenti sotto questa soglia.
  • Prestiti fino a 800.000 euro: le imprese con un fatturato inferiore a 3,2 milioni di euro e fino a 499 dipendenti possono ottenere una garanzia pari al 100%, concessa al 90% dallo Stato e al 10% da un soggetto terzo (es. confidi), su un prestito di importo non superiore al 25% dei ricavi dell’azienda, presentando alla propria banca una autocertificazione sui danni subiti dalla propria attività a causa dell’emergenza Covid-19. L’accesso al Fondo di Garanzia delle Pmi è gratuito, mentre viene effettuata una valutazione sul solo profilo economico-finanziario dell’azienda, escludendo invece la valutazione delle informazioni relative all’andamento dei rapporti bancari degli ultimi mesi.
  • Prestiti fino a 5 milioni di euro: Il Fondo garantisce al 90% dei prestiti fino a 5 milioni di euro, con modalità di accesso gratuita. L’ammontare del prestito non può essere superiore al doppio della spesa per salari che il beneficiario ha sostenuto nel 2019 o il 25% del fatturato totale del 2019. La valutazione del fondo riguarda solo il profilo economico-finanziario dell’azienda, escludendo invece la valutazione delle informazioni relative all’andamento dei rapporti bancari degli ultimi mesi.

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